Torno in Italia dopo aver assistito alla conferenza annuale Meta Connect 2025, dove Meta ha svelato una serie di prodotti e tecnologie che puntano a ridefinire il modo in cui utilizziamo gli occhiali: non più solo indossandoli, ma interagendo con essi grazie all’intelligenza artificiale.
Vediamo insieme le novità più importanti e cosa significano per utenti, creator e brand.
Smart glasses: nuove categorie e funzioni più “real-life”
La parte più visibile dell’evento riguarda i nuovi occhiali smart, frutto delle collaborazioni di Meta con marchi come Ray‑Ban e Oakley.
Ray-Ban Meta Display
Meta ha presentato gli occhiali Ray-Ban Meta Display, che per la prima volta integrano un display miniaturizzato nel lato destro della lente, permettendo di vedere notifiche, mappe, chiamate o contenuti senza dover usare lo smartphone.
Insieme agli occhiali debutta il Meta Neural Band, un braccialetto che rileva i gesti della mano o movimenti del polso per controllare l’interfaccia senza tocchi.
Questa novità segna un passo verso un’interazione più naturale e integrata: il digitale “indossato”.
Provarli è stato come fare un piccolo viaggio nel futuro. La prima impressione è stata, ovviamente, un “wow”: i comandi gestuali rispondono alla perfezione e si imparano in modo sorprendentemente naturale.
C’è solo un aspetto che mi ha lasciata un po’ perplessa. Finché indossavo gli occhiali era tutto entusiasmante, ma nel momento in cui li ho tolti e ho guardato intorno nella stanza dedicata alla demo, ho visto un gruppo di persone con lo sguardo perso nel vuoto, immerse ciascuna nel proprio minuscolo display.

Oakley Meta Vanguard
Per chi pratica sport o vuole occhiali più specializzati, Meta ha lanciato i Oakley Meta Vanguard: occhiali smart ottimizzati per l’attività fisica, con videocamera frontale da 12 MP e grandangolo, integrazione con piattaforme fitness come Garmin e Strava, e un design resistente all’acqua e alla polvere (IP67) pensato per “high intensity”.
Questo modello costa meno del top-di-gamma e dimostra che Meta vuole coprire più fasce d’uso (casual, sportivo, professionale).
Personalmente li ho trovati incredibili, leggeri, comodi e smart al punto giusto.

Ray-Ban Meta (Gen 2)
Infine, è stata presentata anche una versione aggiornata degli occhiali Ray-Ban Meta Gen 2, che porta miglioramenti in termini di batteria, video, audio e stile, a un prezzo più accessibile.

Realtà virtuale e “spazi digitali” ampliati
Meta non ha dimenticato la sua attività nel mondo della realtà virtuale (VR) e della realtà aumentata (AR). Ecco alcuni punti chiave:
- Introdotto il tool Hyperscape Capture: una funzione che permette agli utenti dei visori Meta Quest (es. Quest 3/3S) di scansionare lo spazio fisico in cui si trovano e trasformarlo in uno ambiente virtuale esplorabile.
- È stato annunciato un nuovo hub di intrattenimento nei visori: app streaming (Prime Video, YouTube, Twitch) integrati, con compatibilità Dolby Atmos, e in arrivo anche Dolby Vision.
- Inoltre, è stata potenziata la “engine” grafica di Meta, chiamata Horizon Engine, che permette mondi virtuali più grandi, dettagliati e performanti.
Intelligenza artificiale al centro
Un fil rouge della conferenza è stato l’AI: Meta ha evidenziato come l’intelligenza artificiale non sia più un aspetto “futuristico”, ma stia diventando parte integrante dei dispositivi quotidiani.
- Gli occhiali smart includono funzioni AI come traduzione in tempo reale, riconoscimento contestuale degli oggetti, comandi gestuali e interfacce più fluide.
- Meta ha chiarito che questi dispositivi sono progettati per “vedere ciò che tu vedi, sentire ciò che tu senti”, e rispondere in modo più intelligente e contestuale, un cambio di paradigma rispetto al solo “schermo”.
Perché tutto questo conta: le implicazioni per utenti e brand
Per l’utente
- Maggiore naturalezza nell’interazione con la tecnologia: gesti, sguardi e movimenti diventano comandi.
- Accesso a più servizi (fitness, intrattenimento, comunicazione) senza smartphone in mano.
- Un passo verso dispositivi wearable che si integrano nella vita quotidiana, non solo nel tempo “libero”.
Per i creator e i brand
- Nuovi spazi e formati: indossabili, AR/VR, ambienti virtuali. Significa pensare contenuti che vadano oltre schermo e touch.
- Opportunità per “first mover”: chi lavora nel marketing, nello sport, nell’intrattenimento può sfruttare queste piattaforme emergenti.
- Sfida tecnologica: bisognerà ottimizzare software, UX, interazione gestuale, compatibilità tra device.
Per Meta
- Meta stacca una roadmap chiara: non solo VR/Metaverso astratto, ma prodotti reali che toccano l’utente ora.
- Il percorso verso un “ecosistema wearables + AI” è avviato, ma la sfida è renderlo accessibile e convincente per un pubblico ampio.
- Il lancio di modelli più specializzati (sport, no-smartphone) suggerisce che Meta vuole coprire più segmenti, non solo il tech enthusiast.
In sintesi: il wearable diventa mainstream
Con Meta Connect 2025, Meta ha mostrato la sua visione per un futuro in cui non teniamo più dispositivi in mano, ma li indossiamo, in modo naturale.
Occhiali intelligenti, realtà aumentata, ambienti digitali ibridi, intelligenza artificiale integrata: sono tutti pezzi di un puzzle che potrebbe cambiare il nostro modo di comunicare, creare e vivere la tecnologia.
Se fino a qualche anno fa il telefono era il centro dell’interazione, ora l’attenzione si sposta verso “cosa ho sul viso”, “cosa c’è davanti a me” e “cosa posso chiedere all’intelligenza che mi sta accanto”.




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